Lo Sniffalbero

Oscar e Blanca

Blanca era sulla terrazza quando notò che un albero stava annusando l’aria.

“E’ uno sniffalbero!” disse Oscar che era appena arrivato.

“E’ pericoloso?” chiese Blanca che aveva paura che potesse aspirare tutto il suo latte mentre dormiva.

“No, conosci la sua storia?”

“No, raccontamela!”

“Molto tempo fa lo Sniffalbero era un uomo che era capace di creare i migliori profumi sulla faccia della terra.”

“Come?”

“Grazie al suo naso. Un giorno Avatuk, un dio invidioso che credeva di essere lui il più grande creatore di essenze, lo sfidò a creare il miglior profumo del mondo degli dei.”

“Accettò?”

“Certamente e cominciò a lavorare duro per mettere in un solo profumo tutto ciò che di meglio poteva dare il mondo degli uomini. Fiori e frutti a volontà, un po’ di foglie, due cucchiai di mare, salsedine e sabbia, un cucchiaio di montagne, un pugno di sole e un pugno di luna, infine per completare aggiunse un pizzico della felicità degli uomini e un pizzico di malinconia. Dopo due mesi di duro lavoro andò al cospetto del padre degli dei, Zenafus, per consegnargli il suo profumo. Zenafus prese l’essenza e la posò su un vassoio d’oro alla sua destra dove si trovava anche l’essenza creata da Avatuk.”

“Chi vinse?”

“Zenafus impiegò un mese intero per decidere ma alla fine dichiarò l’uomo il vincitore e il migliore naso della terra degli uomini e del mondo degli dei. Ma…”

“Cosa accadde?”

“Avatuk era così adirato e offeso che perse il lume della ragione e decise di vendicarsi. Trasformò l’uomo in un albero perchè gli alberi non hanno nè occhi nè orecchie nè … naso.”

“Ma lui ha un naso!”

“Ertha la dea della terra provò una pena così grande per quell’uomo con un dono così grande che gli diede un naso per sentire tutti i profumi del mondo per l’eternità.”

“Che triste storia!” Blanca guardava quell’albero provando tanta tristezza. Ora non ne aveva più paura, avrebbe voluto chiedergli quanti odori buoni e cattivi erano passati sotto il suo naso durante la sua lunghissima vita… se solo Ertha gli avesse dato anche una bocca!

“Davvero deprimente. Che ne dici di qualche briciola di biscotto per tirarci su il morale?”

“Mi dispiace ma li ho finiti mescolati nel mio latte.”

“Che disdetta!” disse Oscar.

Lo Sniffalbero di Giorgina Rigotti

Pubblicato da

Lupula

Scribacchina, taborer e mamma.

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