La ginestra

Ginestra

C’era una volta una ginestra che si sentiva straordinaria poichè aveva più fiori di tutte le sue amiche, il suo giallo era più intenso e il suo verde più scuro di tutte le altre. Era una giovane ginestra che aveva visto poche estati ma aveva deciso che quella sarebbe stata l’estate migliore di tutta la sua vita. Viveva su una collina battuta da una piacevole brezza e con un bel panorama su una valle boscosa dove i falchi volavano spesso per trovare le loro prede.

Diceva al vento di essere bella, la più bella ginestra. Il vento non le rispondeva ma portava il suo messaggio con sè in luoghi dove lei non sarebbe mai andata.

Diceva ai falchi di sentirsi unica. Loro non rispondevano ma portavano il suo messaggio a tutti gli alberi e i ruscelli della regione.

Un giorno all’alba quando i suoi dolci e profumati fiori ormai stanchi dopo aver sfamato molte api appassirono, la ginestra vide arrivare degli uomini. Li guardò e disse loro: “Salve sono la ginestra più bella e i miei fiori sono prediletti dalle api!”

Gli uomini non risposero, presero delle lame affilate e tagliarono i suoi rami mentre la ginestra piangeva silenziosa. Avevano tagliato quei bei rami per farci delle scope.

Le tigri e la formica

Le due tigri e la formica

L’estate era così calda e arida che due tigri si erano ritrovate a condividere la stessa pozza d’acqua. Una tigre aveva una soffice pelliccia arancione a strisce nere mentre l’altra era dorata e si dava sempre un sacco di arie. Un giorno arrivò una formica alla pozza per bere ma le due tigri le dissero che doveva scegliere la più bella tra loro altrimenti non l’avrebbero fatta avvicinare all’acqua. La formica che era piccola ma astuta si sedette e disse che avrebbe risposto al calar del sole. Le tigri si accucciarono placide e sonnecchiarono mentre la formica pensava, pensava, pensava…

Le ore passavano e la formica non riusciva a trovare una soluzione per fare contente entrambe le tigri e poter bere e bagnarsi in tutta tranquillità. Sapeva infatti che non poteva scegliere una sola delle due perché l’altra l’avrebbe mangiata. Alla fine un raggio di sole le mostrò una via d’uscita.

“Il tramonto è arrivato. Allora, chi è la più bella? Rispondi!” Disse con tono deciso la tigre dorata.

“E’ impossibile scegliere tra due tigri dal colore dell’oro al tramonto. Farei un torto alla bellezza se solo tentassi di fare una scelta!”

“Non ci prendere in giro! Dovevi scegliere una sola di noi!”

“Specchiatevi nella pozza e vedrete che ho ragione.” disse la formica in tono calmo.

Le due tigri si specchiarono e videro nella luce del tramonto due tigri ugualmente dorate, ugualmente striate di nero e dagli uguali occhi fieri. Dopo un attimo di stupore si misero a litigare per chi fosse veramente la più bella dimenticandosi della presenza della formica.

La formica astuta si avviò lentamente all’acqua sorridendo tra sé e sé. Aveva infatti aspettato quel momento particolare della giornata in cui tutta la natura si tinge d’oro … anche le tigri.

Fifì, il tasso nudo

Fifì

C’era una volta in un fitto bosco un tasso, di nome Fifì, che era nato senza pelliccia. Tutti lo prendevano in giro e lui si vergognava così tanto che raramente usciva dalla sua tana. Aveva provato a coprirsi con le foglie ma tremava di freddo, aveva anche fatto un tentativo con della corteccia ma non riusciva nemmeno a camminare. Pur di non incontrare nessuno usciva solo quando il sole era alto e tornava sempre nella sua tana entro il tramonto. Quel giorno si era spinto fino al limitare del bosco in cerca di cibo e si era ritrovato in una fattoria dove alcune persone stavano tosando le pecore per liberarle dai parassiti e per farle stare più fresche. Fifì si era messo lì a guardare le pecore con invidia: “Il mondo è davvero ingiusto c’è chi non ha pelliccia e la desidererebbe tanto e chi ne ha troppa tanto che la deve tagliare.”

Prese il coraggio a quattro zampe e si avvicinò a una pecora che gli sembrava sapesse il fatto suo. “Scusami, potresti prestarmi un po’ del tuo vello per coprirmi?”

La pecora lo guardò senza grande interesse e continuando a ruminare le disse:” Beeeee, chiedi a Camilla – quella ragazza laggiù – vedrai che ti aiuterà volentieri!” senza nemmeno salutare continuò a ruminare con lo sguardo perso nel vuoto.

Così Fifì si avviò lentamente verso Camilla facendo lo slalom tra le pecore che sembravano non vederlo o comunque non curarsi di lasciarlo passare.

“Scusami!”

“Chi è che mi chiama?” disse Camilla guardandosi intorno senza riuscire a vedere da dove provenisse quella voce.

“Sono qui in basso, proprio ai tuoi piedi!” disse Fifì agitando una zampa in segno di saluto.

“Ciao, non mi aspettavo un tasso nudo proprio nel giorno della tosatura. Come ti posso aiutare?”

“Sono tanto triste perchè non ho pelliccia e vorrei un po’ del vello di pecora per coprirmi.”

“Questo appena tagliato è tutto sporco, seguimi te ne darò di pulito.”

Camilla si avviò spedita verso le stalle e Fifì a fatica riuscì a starle dietro. Dopo averlo fatto entrare nella stanza accanto alla stalla gli mostrò sacchi pieni di vello di pecora pulito, soffice e nuvoloso. Camilla fece sedere il tasso e iniziò a sfilacciare, intrecciare, increspare e inumidire il vello per crearne una specie di “cappotto” che potesse andare a quel povero tasso triste.

“Ecco fatto!”

Fifì era rimasto immobile e incredulo a guardare quella pelliccia bianca.

“Su infila prima la testa e poi le zampe due a due e vedrai che non te ne pentirai.” Camilla era sorridente così Fifì decise di accettare il regalo. Pian piano infilò prima la testa poi le zampe finchè non sentì la sua pelle coperta da qualcosa di morbido, caldo e un po’ pizzicoso ma tutto sommato la sensazione era davvero piacevole.

“Vieni a guardarti allo specchio!”

Il tasso si osservò allo specchio e davanti a lui vide un animale con i suoi stessi occhi ma dall’aspetto completamente diverso. Ora sembrava davvero un tasso e non avrebbe avuto più nessuna paura di incontrare gli altri tassi e gli altri animali del bosco.

“Grazie mille, sono commosso!”

“Di niente e se avrai bisogno di una nuova pelliccia torna e ti aiuterò di nuovo.”

“Ciao, Camilla, ora posso tornare a casa a testa alta!”

“Ciao, Fifì!”

Il tasso tornò felice a casa fermandosi a chiacchierare con tutti gli animali del bosco che incontrava. Quella sera organizzò una grande festa per festeggiare la sua nuova pelliccia. C’erano tassi, caprioli, topi, cinghiali, fagiani, e molti altri animali. Ballarono e cantarono tutta la notte. Alle prime luci dell’alba decisero di fare colazione con funghi, erbe e bacche fresche di rugiada.

Fifì, disegnato da Giorgina Rigotti